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Capannoni a rischio crollo per la neve. Gli imprenditori “Dobbiamo andarci noi sui tetti”? PDF Stampa E-mail
Martedì 07 Febbraio 2012 16:36

Giorgio_Aguzzi2Artigiani arrabbbiati,”non chiedono lo stato di calamità e chi pagherà i danni”?

PESARO - Adesso il pericolo sono i tetti dei capannoni. Il peso della neve ha infatti provocato un crollo anche questa mattina in un laboratorio industriale a Fossombrone.  Ma in queste ore sono a rischio moltissime altre strutture artigianali della provincia che, non solo devono fare i conti con le abbondanti precipitazioni dei giorni scorsi, ma che dovranno sopportare il peso di altre copiose nevicate previste nelle prossime ore.
A lanciare l’allarme è il presidente provinciale e vicepresidente nazionale della CNA, Giorgio Aguzzi. “Siamo in piena emergenza e molti imprenditori - dice Aguzzi - non sanno che fare. Giusto l’appello del presidente della Provincia a verificare lo stato delle coperture dei capannoni, ma poi chi ci va sui tetti, gli imprenditori o qualche loro dipendente magari rischiando di precipitare e mettendo a rischio la propria vita? Lanciare appelli per evitare crolli è giusto (e chi più di un imprenditore è interessato a farlo), ma poi bisogna indicare anche chi questi controlli è deputato a farli e chi, eventualmente deve intervenire per sgomberare la neve”. “La sicurezza e l’incolumità delle persone non deve mai essere persa di vista - aggiunge il presidente  della CNA - ed anche in situazioni di emergenza come questa occorre essere attenti prima di lanciare appelli generici. Insomma prevalga il buon senso”.
Ma oltre alla neve e al gelo ed ai mancati rifornimenti e consegne di queste ore, c’è un’altra cosa che preoccupa e inquieta non poco gli imprenditori. “Chi pagherà i danni di questi giorni causati dal maltempo? Gli imprenditori sono sgomenti - dice ancora Aguzzi - rispetto ad alcune dichiarazioni. A fronte di un emergenza di questo tipo, che ha messo ulteriormente in ginocchio tante imprese della provincia già duramente provate dalla crisi, ci sono istituzioni che sono restie a chiedere lo stato di calamità. Chi pagherà dunque per tutti questi danni? Ancora una volta gli imprenditori?”.
“In queste ore - conclude il presidente della CNA - abbiamo dimostrato grande senso di responsabilità e di collaborazione con Comuni, istituzioni, Protezione civile, mettendo a disposizione spontaneamente mezzi (ruspe, escavatori, bobcat, mezzi do’opera), per aiutare tutti in questa emergenza. Gradiremmo che ognuno, istituzioni in primis, faccia la sua parte e adotti i necessari provvedimenti per aiutare le imprese in questo momento di crisi, compiendo i passi necessari per chiedere lo stato di calamità, come hanno già fatto altre regioni che hanno subìto meno danni della nostra”.

 
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